Marion Play Home

La Marion Play Home è una scuola per ragazzi diversamente abili, per lo più affetti dalla sindrome di down e autismo, situata a Trivandrum. È trascorso più di un mese dal mio arrivo a Varkala e dall’inizio delle cure ayurvediche ma troppa tranquillità non fa per me, quindi ho deciso di fare una gita fuori porta ed andare a trovare dei ragazzi straordinari che mi hanno accolta a suon di musica, dedicandomi un concerto improvvisato.

L’istituto è nato nel 1990 con 4 studenti e 1 insegnante; oggi è ben organizzato, ospita all’incirca 160 studenti e uno staff di 40 persone che durante il giorno impegnano i ragazzi con le diverse attività in base alle attitudini. È una delle scuole più importanti del Kerala e si mantiene con il solo sostegno dei genitori e grazie ad alcuni soci donatori.

Oltre allo studio, molti ragazzi sono impegnati in laboratori artigianali per la produzione di fiori in seta, lozioni, detergenti e serigrafia che vengono poi venduti alla comunità esterna. Il piccolo profitto realizzato viene versato sui conti bancari dei singoli studenti, che hanno così modo di essere indipendenti rispetto ai genitori e alla società in generale.

Un segnale importante, che accresce l’autostima. Il programma seguito alla scuola è prescritto dall’Istituto Nazionale per disabili mentali e viene ampiamente utilizzato il metodo Montessori. L’ammissione alla scuola è effettuata dopo breve valutazione medica. Molti degli studenti, nel corso degli anni, sviluppano capacità di comprensione che consentono successivamente l’inserimento nelle scuole tradizionali per il proseguimento degli studi superiori. Grande importanza viene attribuita alle attività collaterali come atletica, giochi, danza e pittura.

«I posti alla nostra scuola sono perennemente esauriti. Per accogliere altri ragazzi avremmo dovuto scendere a compromessi sulla qualità dell’offerta formativa presso il nostro istituto. Abbiamo bisogno di espandere le nostre attività, pensando anche ai ragazzi che usciranno dalla scuola al compimento dei 18 anni» mi dice la responsabile della scuola «ma non riceviamo alcuna sovvenzione statale. La nostra sopravvivenza dipende esclusivamente dalle donazioni che ci arrivano». Un lungo tragitto, con temperatura elevata e tanta umidità, ma sono stata avvolta da tanto affetto e curiosità che mi hanno fatto dimenticare la stanchezza del viaggio.

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