Da Una donna al contrario 10.05.2017
Un altro incontro romano è quello con Simona Anedda, anche lei alle prese come George con la sclerosi multipla che tuttavia non la ferma nella sua voglia di viaggiare da sola in tutto il mondo. Di tutta l’operazione «Nessuno può volare» resta un messaggio di ottimismo che pur non nasconde le difficoltà, le realtà amare, le carenze scandalose. C’è la tenacia di credere che le cose possono migliorare. E guardandoci alle spalle, possiamo dire che è così. Sempre che ci sia il buon senso e l’impegno di tutti noi.
Simona Anedda di anni ne ha 43, e come Pinda è una persona con sclerosi multipla. A 25 anni ha iniziato a lavorare come tour leader accompagnando delegazioni di medici a congressi internazionali e non ha mai smesso di viaggiare neanche quando ha saputo di essere malata: viaggi lunghi e impegnativi affrontati fra mille difficoltà ma con una determinazione fuori dal comune. Accanto a Pinda c’è suo fratello, che all’inizio non sapeva bene cosa dirle e come aiutarla, ma che adesso ha imparato a essere forte; vicino a Simona c’è suo nipote, un ragazzo timido ma capace di starle accanto e condividere con lei gioie e preoccupazioni. Sono proprio le storie degli uomini che vivono accanto a donne malate quelle che vuole promuovere e premiare il premio letterario #afiancodelcoraggio,
https://www.galileonet.it/2017/10/fianco-del-coraggio-uomini-amano-le-donne/
Nell’hotel che li ospita, madre e figlio incontrano Simona Anedda, infaticabile viaggiatrice malata di Sclerosi Multipla, che le ha tolto l’uso delle gambe ma non la voglia di vivere e di scoprire il mondo.
Ha raccontato la sua storia anche Simona Anedda, una donna romana a cui stata diagnosticata la malattia nel 2012 e dal 2014 vivere su una sedia a rotelle. Nonostante ciò, non ha abbandonato la sua più grande passione: viaggiare. “Non sopportavo l’idea che venisse a mancarmi la libertà, l’indipenza. Anche se mi avevano consigliato di stare a riposo, ho deciso di partire – racconta Simona – Stare a casa mi faceva soffrire perché pensavo continuamente al mio stato. Ci sono stati brevi momenti in cui ho visto dei segnali di miglioramento: piccole grandi cose come afferrare una bottiglietta o mettere un elastico nei capelli. Le persone che ci stanno accanto – spiega – diventano le nostre gambe e le nostre braccia, sono parte di noi”
Simona Anedda,infaticabile viaggiatrice malata di Sclerosi Multipla, che le ha tolto l’uso delle gambe ma non la voglia di vivere e di scoprire il mondo;
http://www.lafolla.it/lf174fabrizio.php
Simona Anedda per i VIAGGI ED ESPLORAZIONI.
Da NTV del 29.09.2017
Da Repubblica del 11.08.2017
https://www.repubblica.it/viaggi/2017/08/11/news/simona_india_e_himalaya_sedia_rotelle-172834811/
Da La7 attualità del 16 gennaio 2017, l’intervento di Simona a 1h.32′.05”

