Da questa settimana ho deciso di dare spazio alle tante storie che ho avuto modo di incrociare lungo il mio viaggio. Persone speciali, che non si fermano di fronte alle difficoltà che la vita prospetta all’improvviso, quando meno te l’aspetti. Oggi è la volta di Roxana, una ragazza tosta, di cui sentirete parlare a lungo, perché ha deciso che le ruote sono solo un dettaglio fashion della sua nuova vita.

“Con la testa e con il cuore si va ovunque”. Un forte messaggio di solidarietà e d’inclusione sociale delle persone con disabilità, che viene da Roxana Dobrica, poco più che trentenne.

Nella sua vita c’è un prima e un dopo.  Prima c’era una delle tante ragazze che partono dalla Romania e sognano una nuova vita in Italia, progetto che è durato un paio di settimane. Sette anni fa un terribile incidente in autostrada a Verona le ha spezzato le ali. Stridore di lamiere, ambulanza e diagnosi: ha perso l’uso delle gambe. Da allora è passata da un ospedale all’altro, da una speranza all’altra, fino a quando è arrivata a Brescia. <<Ho conosciuto i volontari dell’associazione ActiveSport Disabili e sono diventati la mia nuova famiglia.

Hanno avuto tanta pazienza, mi hanno fatto capire che avrei dovuto accettare la mia nuova condizione coinvolgendomi in attività sportive e, soprattutto, standomi vicini nei momenti più difficili.

Mi sono iscritta al Giro d’Italia di handbike, sono molto soddisfatta delle mie prestazioni, mi diverto – mi piace pormi sempre nuove sfide, nuovi obiettivi da raggiungere.  Con Active giro per le scuole a parlare di sicurezza stradale. Mi sento attiva e utile>> dice Roxana. Nuove angolazioni anche nel suo modo di intendere la femminilità. Schietta, ironica, energica e sorridente, Roxana è una capace di travolgerti con la sua umanità e trascinarti quasi in una realtà parallela. Una realtà in cui sfilare, correre, prodigarsi per gli altri e vivere una vita normale (o meglio straordinaria) è possibile anche dopo aver perso l’uso degli arti inferiori. <<Col tempo ho imparato ad apprezzare e valorizzare ciò che di me era rimasto, senza perdere troppo tempo a pensare a ciò che non avevo più. Essere guardata in modo “diverso” mi metteva a disagio, finché un giorno ho capito che ero io quella diversa, semplicemente perché non mi sentivo bene con me stessa. La gente guarda unicamente perché non è abituata a vedere, ma io “guardavo” perché la mente mi proiettava un’immagine di me che ormai non esisteva più. La gente ci vede in base a come noi ci poniamo. Maggiore è la stima che nutriamo di noi stesse, migliore è la percezione che la gente avrà di noi. Sembrerà banale, ma un sorriso è in grado di sprigionare più femminilità di un tacco a spillo>>.

È con questo spirito che Roxana, affiancata dall’agenzia Iulia Barton ha partecipato a “Modelle&Rotelle”, la sfilata in carrozzina della Milano Fashion Week, per sostenere le iniziative della Fondazione Vertical che si occupa di ricerca sulle lesioni midollari. <<È difficile piacersi su una carrozzina – dice Fabrizio Bartoccioni, presidente di Vertical, che all’età di 17 anni, a causa di un tuffo in piscina, ha subito una lesione del midollo spinale – è ancora più complicato sentirsi desiderati e desiderabili, convincersi che, da una condizione apparentemente di stasi, si possa essere femminili e, soprattutto, belle.

Questa manifestazione è dedicata alle donne. Pari opportunità vuol dire anche questo, non dimenticarsi noi tutti, come società civile, di promuovere storie coraggiose in un momento complesso, creando coesione e integrazione sociale anche attraverso progetti solidali che aiutino la ricerca>>.  Ma dove trova Roxana la forza interiore per affrontare le sfide della vita? <<Mi ripeto in continuazione che se la vita mi ha dato una seconda opportunità, significa che devo viverla al meglio – afferma Roxana-.

Lo devo a me stessa e a mio figlio. Continuo a fare progetti, coltivo i miei sogni>>. Prossima sfida? <<Il Cammino di Santiago in handbike, in solitaria>>.