L’aria è irrespirabile e comprendo rapidamente la ragione di tutte le mascherine sui volti delle persone. Il livello di inquinamento di Kathmandu è tra i più alti del pianeta. Non mi rimane che adeguarmi e procurarmi rapidamente una mascherina per poter proseguire la mia visita alla città. Il primo incontro della giornata è con due ragazzi italiani che mi hanno riconosciuta e ci scappa la foto di rito. Sorrido se penso a quante migliaia di chilometri mi separano dall’Italia e quanti italiani ho incrociato lungo il tragitto, ma naturalmente mi fa sempre piacere conoscere gente nuova ovunque mi trovi.

 

Lo stupa di Boudhanath, un importante santuario buddista situato a Kathmandu, in Nepal, è visitabile dopo i restauri a seguito del terremoto del 2015.

Attorno al Boudhanath stupa ci sono molte case colorate dove molti rifugiati tibetani abitano, botteghe di artigiani, negozi, bar ed un centro dove vengono creati i mandala.

C’è una “collinetta bianca emisferica” che sta a rappresentare il globo terrestre con i quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria; sopra questa “collinetta” gli occhi di Buddha. Lo Stupa di Boudhanath è uno dei principali in Nepal e in tutta l’Asia del Sud. Conosciuto anche come Khāsti in Nepal Bhasa (la lingua dei Newari, l’antica popolazione nepalese) o come Jyarung Khasyor in lingua Tamang (il principale dialetto nepalese), lo Stupa di Boudhanath è situato a circa 11 km dal centro di Kathmandu, nella periferia nord-est della città. Quello che è storicamente attestato, è che dopo l’arrivo di migliaia di tibetani a seguito dell’invasione cinese nel 1959, questo meraviglioso tempio è diventato uno dei centri più importanti del buddismo tibetano.

Oggi, rimane un importante luogo di pellegrinaggio e di meditazione per i buddisti tibetani e per i nepalesi stessi, oltre ad essere un importantissimo sito turistico.

La connessione internet è praticamente inesistente, ma non è difficile capirlo osservando i cavi della corrente che penzolano ovunque aggrovigliati.

Domani mi sposterò in un villaggio che dista una quarantina di chilometri da Kathmandu, non importa per internet, ma sicuramente l’aria sarà più respirabile.

Alla prossima tappa. Simona

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