Non sono mai stata superstiziosa, per me “un gatto nero che ti attraversa la strada significa semplicemente che l’animale sta andando da qualche parte”, ma di questo passo mi toccherà ricredermi sull’anno bisesto. A gennaio è mancata Stella, la mia adorata cagnolina. Quel batuffolo di pelo nero mi ha lasciato un dolore che non avrei mai immaginato di provare: rivedo in continuazione i suoi occhi che mi fissavano mentre il veterinario faceva quello che gli avevamo chiesto per evitare inutili sofferenze, una scelta difficile ma inevitabile. Egoisticamente avrei voluto continuare a tenermela sulle ginocchia, carezzarla per non farla sentire sola, ma ho dovuto lasciarla andare e mi manca da morire. Mi sento in colpa per non aver capito in tempo che stava male e mi chiedo in continuazione se avessi potuto o dovuto fare di più. Quelli che dicono “su, dai, era solo un cane” non sanno cosa significa amare e sentirsi amati da un essere vivente che ha deciso di fidarsi di te. Quando stava male Stella cercava me e sono certa che sapesse che la capivo. Così è stato anche l’ultima notte quando, sfinita dal dolore, si era abbandonata sul cuscino accanto al camino e abbiamo pensato che fosse spirata. Il mattino successivo me la sono ritrovata sul letto, con il muso si era infilata sotto la mia mano per prendersi le ultime carezze che non riuscivo a darle. È stato solo un breve momento di illusione.

Quando sto male faccio la valigia e scappo. Fortunatamente avevo in programma un’altra tappa del progetto Risewise che, dopo la Spagna e il Portogallo, mi avrebbe portata per un mese in Slovenia per proseguire a testare percorsi accessibili. Ci speravo proprio, era già tutto prenotato e non vedevo l’ora di partire. Viaggiare è una cura, l’unica medicina che mi permette di distrarmi e non pensare ai dolori causati dalla sclerosi multipla: ho abbandonato ogni terapia perché, oltre a non vedere miglioramenti, peggioro continuamente e sento che nessuna parte del mio corpo risponde più ai comandi. Ma purtroppo è arrivato Covid-19 e ogni piano è saltato. Niente viaggi, niente corsi, niente eventi. E niente fisioterapia. E così eccomi qui, bloccata a casa come tutti gli italiani, sperando che uno starnuto non mi faccia sbalzare dalla carrozzina.

Ce la faremo, tutto andrà bene e anche quest’anno finirà. “Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male.”

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