Il Centro Don Guanella di Roma è a pochi minuti da casa mia, ma era scritto da qualche parte che avrei dovuto scoprirne l’esistenza durante il mio viaggio in India. Sono stata accolta come una regina a Bangalore dal centro Opera Don Guanella, e lì si è chiuso (o aperto…) un cerchio: ho avuto modo di toccare con mano il significato della carità, del ‘dare’ senza aspettarsi nulla in cambio.

 

Porto nel cuore le carezze dei bambini e la solidarietà femminile delle mamme che ho avuto l’onore di incontrare.

Don Guanella

Il 31 luglio andrà in onda su RaiUno in prima serata il film ‘Ho amici in paradiso’, girato al centro Don Guanella di Roma, consiglio di vederlo. Ci sono tutte le coincidenze immaginabili. Diretto da un amico, Fabrizio Maria Cortese, segnalato da un altro amico, Claudio Bottan e interpretato, tra gli altri, dagli ospiti disabili della struttura. Un mix esplosivo, che ha fatto incetta di premi internazionali, e presto sarà anche nelle sale cinematografiche della Spagna. Che dire di più? Ho amici in paradiso, questo è certo. Simona

“Ho amici in paradiso”, il film che racconta il centro Don Guanella, Opera prima del regista Fabrizio Maria Cortese, prodotto dalla Golden Hour Films con Rai Cinema, è uno spaccato della vita del Centro di riabilitazione Don Guanella, della sua mission e la sua spiritualità, con l’allegria della commedia. Accanto agli attori professionisti, alcuni ospiti disabili del centro di riabilitazione

Una commedia per raccontare una storia vera, che sia anche un po’ inventata: una storia seria, che faccia anche un po’ ridere. Che parli di disabilità e lo faccia attraverso degli interpreti veramente disabili: è la scommessa da cui nasce “Ho amici in paradiso”, opera prima del regista Fabrizio Maria Cortese, prodotto dalla Golden Hour Films con Rai Cinema, in associazione con l’Opera don Guanella e DESI, in collaborazione con Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana e la Fondazione Ente dello Spettacolo. Il film uscirà nelle sale italiane il 2 febbraio. Nel cast, anche alcuni attori con disabilità mentale, ospiti del Centro di riabilitazione don Guanella di Roma.

Presentato come “evento speciale” alla Festa del Cinema di Roma – sezione “Alice nella città”, ha affascinato gli spettatori, che hanno a lungo applaudito, per la leggerezza e l’amabilità con cui presenta la disabilità mentale. Tra i temi affrontati, la bellezza della diversità, il servizio sociale come luogo di rinascita ai valori autentici della vita, l’amicizia come “anticipazione” del paradiso in terra, l’inclusione sociale delle persone con disabilità, il volontariato come via per riscoprire la bellezza del dono di sé agli altri.

“L’idea risale all’estate del 2014: eravamo alla ricerca di qualcosa che potesse sottolineare in modo significativo il 1° Centenario della morte del nostro padre fondatore, San Luigi Guanella, che avremmo celebrato l’anno successivo, il 24 ottobre 2015 – commenta don Pino Venerito, direttore del Centro di Riabilitazione della Casa S. Giuseppe Opera Don Guanella di Roma -. Non volevamo fare un film sulla vita sua, anche se si presta molto bene ad essere sceneggiata. Né volevamo fare un documentario sulle nostre attività. Volevamo semplicemente cogliere l’occasione per far rivivere don Guanella oggi e mostrarlo ‘vivo’. Ecco l’idea di presentare uno spaccato della vita del nostro Centro di riabilitazione: la sua mission e la sua spiritualità. Parlando con il regista ci siamo trovati d’accordo sul fatto di pensare a qualcosa che potesse raggiungere il grande pubblico, di uscire dai nostri ambienti ‘religiosi’. Abbiamo individuato insieme la strada della commedia: far riflettere la gente divertendola. Qui è stata la fantasia di Fabrizio Maria Cortese a trovare il soggetto adatto. Dentro questa storia ‘inventata’, scorre la vita del nostro Centro”.

La trama. Felice Castriota, protagonista del film, è un commercialista salentino legato alla malavita; sembra spinto dal coraggio quando denuncia il nome del boss, per il quale ha riciclato denaro sporco, ma nella realtà è perché attratto dal facile guadagno. Pensa che dodici mesi di affidamento in prova al servizio sociale presso il don Guanella di Roma passeranno in fretta e potrà ritornare alla vita che ha sempre fatto: soldi, belle donne, divertimento… I suoi primi giorni al Centro don Guanella sono caratterizzati dal rifiuto della realtà: le persone con disabilità, che deve accudire, gli fanno schifo; poi, passo dopo passo, incomincia a farsi voler bene da loro e a rendersi consapevole della straordinaria ricchezza racchiusa in loro. Si appassiona alla loro condizione, si rende disponibile a realizzare con loro un progetto teatrale, incontra la loro amicizia. Cambia vita. Ma proprio sul più bello, quando sembra che la sua vicenda si incanali verso un lieto fine, si susseguono colpi di scena che rimescolano ulteriormente le carte e lo riportano a fare i conti con il suo passato. Saranno loro, i suoi amici disabili incontrati, conosciuti e amati al Centro don Guanella che gli salveranno la vita: in fondo, anche nella situazione di pericolo estremo di finire i suoi giorni, non si è lasciato mai travolgere dallo scoraggiamento perché sicuro: “Ho amici in paradiso”. Loro, i disabili incontrati al Don Guanella. Il film è divertente e nello stesso tempo commuove anche lo spettatore più indurito.