Al tempo del liceo artistico tutto era arte, quindi lo era il mio corpo che non esitavo a mettere a disposizione della fotografia. Quel corpo atletico, alimentato in modo sano, che correva, si allenava e pensavo mi avrebbe accompagnata fino alla vecchiaia. Quel corpo che ho curato e amato, mi ha tradita quando è arrivata lei, la sclerosi multipla. Il corpo che ho odiato quando non ha più voluto saperne e mi ha abbandonata, negandomi la possibilità di prendermi cura di me stessa. Ho odiato le mie mani, quando non riuscivano più a spostare i capelli, le gambe che non mi reggevano in piedi costringendomi alla carrozzina e il bisogno di farmi accompagnare in bagno. Ho odiato il mio corpo. Quello stesso corpo che ho imparato nuovamente ad accettare quando mi sono sentita desiderata, amata e donna a prescindere, nonostante la sclerosi multipla. La vita è adesso.