Questa volta la meta è ambiziosa perché si tratta di andare oltre i limiti del pregiudizio.

Era il 2016 e Claudio mi ha chiamata dicendo che avrebbe voluto intervistarmi. L’aveva colpito la determinazione con cui lanciavo la mia sfida: raggiungere l’Himalaya in carrozzina a dispetto della sclerosi multipla in forma progressiva che si stava impadronendo del mio corpo.

Sono partita, e durante i cinque mesi di vagabondaggio in Asia l’ho sentito al telefono ogni sera. Poi sono ritornata e con lui ho iniziato un nuovo viaggio senza meta e senza paura: diventare testimonianza diretta per dare un senso alla sofferenza.

Con il mio compagno/caregiver incontriamo studenti, comunità ed associazioni per portare un messaggio positivo cercando di infondere coraggio a chi pensa di trovarsi nel baratro. Insieme raccontiamo una storia semplice, fatta di reciproco sostegno per sopravvivere alle “nostre prigioni”.

La malattia mi ha portato in dote l’ipersensibilità. Avverto il dolore delle persone che mi stanno accanto e non posso esserne indifferente. So cos’è la sofferenza e mi immedesimo nelle difficoltà altrui, talvolta anche a discapito della mia tranquillità. Non muovo braccia e gambe, però mi è rimasta la voce per gridare forte quando serve. E non mi tiro indietro se si tratta di rivendicare il diritto a vivere un’esistenza dignitosa.

 

Per questo abbiamo deciso di partecipare al progetto Your Trip in My Shoes, una bella iniziativa di inclusione sociale che parte dal quartiere Sperone di Palermo dove sarà realizzata una installazione interattiva curata dall’artista Igor Scalisi Palminteri che farà sperimentare che cosa significa essere imprigionato da disabilità, detenzione o dipendenza. Oltre a questo primo step (un percorso di consapevolezza e di rottura del pregiudizio all’interno di questi non-luoghi fisici ed esistenziali), il progetto prevede l’avvio di un laboratorio di cucito creativo e riciclo tessile a cura della Sartoria Sociale di Palermo, e di un laboratorio di narrazione autobiografica. Le parole diventeranno poi racconti che saranno pubblicati su un numero speciale della rivista Voci Di Dentro, che si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione delle carceri e sul tema del reinserimento sociale e lavorativo degli ex detenuti.

Un invito all’empatia, al mettersi nei panni altrui, camminare con le sue scarpe, indossare la vita di un’altra persona. Your TRIP in MY Shoes offre l’opportunità di incontrare qualcuno che potremmo non incontrare mai e di conoscere il volto di una realtà inclusiva, capace di dare ascolto alle fragilità, contribuendo così alla crescita del senso di appartenenza a una comunità accogliente e gentile.

Un ex detenuto “uscito dal carcere attraverso la porta del cambiamento”, una travelblogger in carrozzina che continua a viaggiare a dispetto della malattia, una assistente sociale “creativa e non convenzionale” che ricuce le trame sfilacciate di vite complesse e, infine, un artista che colora la speranza dandole forma. Claudio, Simona, Rosalba e Igor, una “banda di visionari” che ha dato vita al progetto di inclusione sociale Your TRIP in MY Shoes, un viaggio oltre i confini del pregiudizio. Insieme stiamo raccogliendo fondi su Produzioni dal Basso con il sostegno di Ferrovie dello Stato per la realizzazione di laboratori a favore delle detenute della sezione femminile del carcere Pagliarelli di Palermo, delle persone con disabilità psichica e fisica, di giovani con problemi di dipendenza da sostanze.

Tante piccole gocce generano un mare di solidarietà e tutti insieme possiamo fare la differenza. Con una piccola donazione potete contribuire alla realizzazione di questo viaggio oltre i limiti del pregiudizio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment