simona anedda sclerosi multipla india
Simona Anedda, una viaggiatrice senza barriere
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Non solo per disabilità non si viaggia ma per mancanza di informazione e paura
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Sono Simona Anedda, nata a Roma nel 1974 e viaggiare è la mia vocazione.
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L’UOMO DEGLI ABBRACCI

L’UOMO DEGLI ABBRACCI

Lo scorso anno Vincenzo ha ricevuto il premio Enrico Toti, alla sua prima edizione, per la sezione “Viaggi ed Esplorazioni”, quello che quest’anno è stato assegnato a me. La motivazione del premio descrive bene la sua estroversa e speciale personalità: “Per la curiosità, il desiderio di scoperta e lo spirito di avventura che la animano nei suoi viaggi. Per essere portatore dei valori fondamentali della solidarietà, della condivisione e della comunione, che si manifestano in una vita vissuta insieme al prossimo, libera dai giudizi e dai condizionamenti. Per l’amore per la vita, la tensione alla gioia profonda, la generosità verso il prossimo ed il superamento di ogni confine geografico e razziale”.

Lui è Vincenzo Cherubino e non potevo incontrarlo altrove che nei pressi di una stazione, quella di Termini, da dove si stava muovendo con destinazione Capoverde. “Parto e vado ad aiutare chi ha bisogno di me. Non so cosa voglio, io cammino” dice. La passione per i viaggi ci accomuna, e sono tante le destinazioni che abbiamo toccato entrambi. Vincenzo è una persona speciale, solare, che ha fatto dell’abbraccio un modo di comunicare il suo entusiasmo per la vita.

Buon viaggio amico, e…un abbraccio

A FIANCO DEL CORAGGIO

A FIANCO DEL CORAGGIO

Ho avuto il piacere e l’onore di portare la mia testimonianza all’evento di presentazione del premio #afiancodelcoraggio a Castel Sant’Angelo a Roma. Si tratta di una iniziativa di sensibilizzazione sulla sclerosi multipla.

Il progetto, supportato da Roche, di cui AISM è partner, è finalizzato a sensibilizzare la società affinché alcune patologie gravi siano approcciate in modo diverso e che – soprattutto – facciano sentire meno sole le persone che ne sono colpite.

Il premio prevede la raccolta di storie raccontate dal punto di vista di chi è a fianco della persona colpita da malattie invalidanti e dal racconto vincitore sarà poi prodotto uno spot da veicolare nei circuiti cinematografici.


Lo scorso anno il tema è stato quello dei tumori femminili, per questa edizione è stato scelto di portare l’attenzione sulla sclerosi multipla. Questa volta vorrei dire che l’emozione mi ha tagliato le gambe, ma forse dovrei trovare un altro modo per descrivere il modo in cui mi sono sentita.

Mio nipote Alessandro ha presentato un video, raccontando il significato che ha per un giovane uomo stare al fianco della zia “sclerata”, e vederlo ha contribuito non poco al nodo in gola che mi ha mandato in tilt, al punto che ad un certo punto non sono più riuscita a seguire il filo del discorso delle domande che mi venivano rivolte. Altra bellissima esperienza da mettere in valigia, grazie alla famiglia e agli amici, che hanno imparato il significato dello starmi a fianco in modo naturale, senza frequentare un corso. Sono loro ad avere coraggio.

 

Ecco il video che si è aggiudicato il premio per il 2016

afdc

 

 

 

NESSUNO PUO’ VOLARE

Ci sono viaggi che ne contengono altri, come una matrioska. Ero a Bali e ho fatto una chiacchierata via skype con George Hornby che con Pesci Combattenti e Effe Tv stava organizzando la realizzazione del film tratto dal libro scritto a due mani con la mamma, Simonetta Agnello Hornby.

La sua è una storia che assomiglia molto a qualcosa che conosco già. È il 2002 e George è felice. Come può esserlo un trentenne con una bimba di sei mesi e una promettente carriera nella city londinese. Lo ritroviamo quindici anni dopo in viaggio per l’Italia. Nel frattempo ha avuto un altro figlio, si è separato e ha smesso di lavorare. George non è più felice come da giovane, ora lotta per esserlo, per apprezzare la vita nonostante la sclerosi multipla. Una forma rara e progressiva, l’unica per cui non esistono farmaci, quella che ci accomuna e non fa sconti.

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ISTANBUL: COLORE E CALORE

Non avevo ancora messo la bandierina sulla Turchia, anche se ne sono sempre stata attratta. Così, quando è arrivato l’invito da parte dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, non ci ho pensato due volte: valigia pronta. L’idea di poter raccontare il mio viaggio in India mi affascinava, perché ritengo che il valore delle esperienze stia proprio nella condivisione. Questa volta ad accompagnarmi c’è Cristiana.

L’affascinante città turca è il centro più popolato d’Europa, con circa 15 milioni di abitanti, e attira ogni anno tantissimi visitatori, attratti dalle bellezze dei suoi monumenti storici, dalle sue dorate Moschee, dai bazar e dal cibo da strada tra i più buoni in assoluto.

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UN ALTRO VIAGGIO

UN ALTRO VIAGGIO

Ho viaggiato in lungo e in largo attraverso i continenti, per lavoro o per diletto. Poi ho continuato a farlo per sfidare la malattia, i medici, la carrozzina e tutto quello che significava stare ferma. Fino all’ultimo viaggio, quello che mi ha portato dal Sud dell’India al Nepal, arrivando ai piedi dell’Himalaya grazie all’aiuto di tanti amici che hanno risposto al mio appello.

Viaggiare è la mia cura, me ne sono resa conto una volta di più nelle ultime settimane trascorse in Sardegna.

Mancavo dalla mia terra da tanto tempo: ancora camminavo l’ultima volta che ci sono stata, e per alcuni anni ho evitato di tornarci per non farmi vedere in carrozzina da parenti e amici. non volevo farmi compatire. (altro…)

ZINGARE NELL’ANIMA

TAIPEI, Agosto 2017. Qualcuno scrisse che non si torna mai davvero da un grande viaggio. Ecco, proprio in quel momento di “non ritorno”,  per caso, sento nominare quella che ricordavo essere la prima persona che mi aveva raccontato della sua incredibile avventura australiana.

Le invio un messaggio , immediatamente, e dopo 24 ore mi trovo seduta a prendere un caffé con lei dopo circa 20anni. Ma 20 anni o 2 a volte sono solo una manciata di secondi quando c’é empatia. I caffé si sono moltiplicati e mentre “non programmavo” un viaggio  in Africa, mi sono ritrovata su un volo diretto in India.

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PRINCIPESSA DI GRADARA

C’era una volta una nobile fanciulla chiamata Francesca…
Potremmo iniziare così il nostro racconto, ma non è una favola, bensì una storia vera.

Paolo e Francesca sono due personaggi realmente esistiti e non figure romantiche come Giulietta e Romeo nate dalla geniale fantasia di Shakespeare.

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HO AMICI IN PARADISO

Il Centro Don Guanella di Roma è a pochi minuti da casa mia, ma era scritto da qualche parte che avrei dovuto scoprirne l’esistenza durante il mio viaggio in India. Sono stata accolta come una regina a Bangalore dal centro Opera Don Guanella, e lì si è chiuso (o aperto…) un cerchio: ho avuto modo di toccare con mano il significato della carità, del ‘dare’ senza aspettarsi nulla in cambio.

 

Porto nel cuore le carezze dei bambini e la solidarietà femminile delle mamme che ho avuto l’onore di incontrare.

Don Guanella

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Io e Charlie

Io e Charlie

Nelle ultime settimane mi è passata davanti agli occhi centinaia di volte l’immagine del piccolo Charlie, attaccato suo malgrado alla vita. Ho finto di non vedere per non essere costretta a dire.

Mi  succede ciclicamente: anche volendo essere sbadata non avrei potuto fare a meno di leggere storie simili, come quella di Dj Fabo.  “A Charlie staccheranno la spina. Ci sarà un infermiere che controllerà il monitor. Ci sarà quella striscia blu, che si vede nei film,un trattino vivo dentro lo schermo nero. Un tracciato che pulsa e poi si impenna e poi ricade e poi finisce. Fine”. Sì, ma fine di cosa? Fine dell’egoismo, proprio dell’amore, oppure fine della sofferenza in un gesto d’amore?

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Grazie ai miei sostenitori per per aver aggiunto “un altro giro di giostra” alla mia inarrestabile voglia di viaggiare